Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato al Teatro alla Scala per assistere al concerto in occasione dell’ottantesimo anniversario della ricostruzione del teatro. Il sovrintendente Fortunato Ortombina lo ha accolto donandogli due volumi dedicati alla Scala e presentando un riepilogo della mostra sugli ottant’anni della storica istituzione.
Tra i presenti al concerto, diretto dal maestro Riccardo Chailly con coro e orchestra della Scala, figurano numerose personalità tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, il governatore Attilio Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, la senatrice a vita Liliana Segre, gli ex sovrintendenti Carlo Fontana e Alexander Pereira, il presidente della Camera di commercio Carlo Sangalli, il direttore artistico del Piccolo Teatro Claudio Longhi, l’ex presidente del Consiglio Mario Monti, Fedele Confalonieri, diversi membri del consiglio di amministrazione della Scala (ad eccezione di Barbara Berlusconi, assente per indisposizione), Marco Tronchetti Provera e la scenografa Margherita Palli.
A differenza delle precedenti occasioni, il Capo dello Stato ha preso posto in platea, mentre il palco centrale è stato riservato agli ospiti di Casa Verdi, la casa di riposo per musicisti fondata da Giuseppe Verdi, come accadde durante il concerto di riapertura ottant’anni fa diretto da Arturo Toscanini.
L’ingresso di Mattarella in platea è stato accolto da applausi e grida di approvazione da parte del pubblico, che si era già alzato poco prima per la senatrice Liliana Segre. Solo al termine dell’esecuzione dell’inno gli spettatori si sono seduti.
Nel suo discorso, il sindaco Giuseppe Sala ha ricordato il significato della ricostruzione della Scala nel 1943 dopo il bombardamento, indicandola come simbolo di rinascita non solo materiale ma anche morale. Ha sottolineato le responsabilità delle istituzioni presenti, tra cui quella di rappresentare Milano, l’Italia e l’Europa, e di difendere la democrazia e i valori della Costituzione. Sala ha citato una frase di Giuseppe Verdi sull’importanza di restare fedeli ai valori migliori della propria storia e ha ribadito l’intento di mantenere Milano una città aperta e dinamica con uno sguardo rivolto al futuro.
