La presidente della BCE Christine Lagarde adotta un approccio cauto riguardo a possibili rialzi dei tassi di interesse, affermando che la decisione sarà resa nota solo l’11 giugno, durante il prossimo consiglio direttivo. Lagarde sottolinea che la situazione attuale è caratterizzata da massima incertezza e ribadisce l’impegno a mantenere l’inflazione al 2% nel medio termine. Il contesto internazionale, segnato dai negoziati per la fine del conflitto in Iran e dalla possibile distensione tra Stati Uniti e Teheran, ha portato la BCE a valutare una possibile stabilità del costo del denaro al 2%, per favorire la crescita e tenere a bada le aspettative d’inflazione.

Intervistata a ‘Che tempo che fa’ su Nove, Lagarde ha evitato commenti sulle tensioni commerciali con gli Stati Uniti, dichiarando che è importante non alimentare tensioni nelle relazioni Usa-Ue. Riguardo allo scostamento di bilancio chiesto dall’Italia a Bruxelles per fronteggiare lo shock energetico, ha ricordato che bisogna rispettare le regole su deficit e debito e che gli aiuti dovrebbero essere temporanei e mirati. Interventi generalizzati rischierebbero di aumentare i prezzi a causa della domanda energetica superiore all’offerta.

Lagarde invita inoltre a concentrarsi sulle riforme per sbloccare la crescita economica, sminuendo il rischio di austerity: nel 2026 la crescita di tutta l’Europa sarà inferiore all’1%, ma la situazione fiscale generale non corrisponde ad una condizione di austerità. Infine, ricorda che il piano Next Generation EU, nato dalla crisi pandemica, ha visto l’Italia ricevere più risorse rispetto agli altri paesi europei perché più colpita dalla pandemia.