Secondo dati diffusi dall’FBI e riportati da Fox News Digital, gli arresti per crimini violenti negli Stati Uniti sono quasi raddoppiati nel primo anno della presidenza di Donald Trump rispetto agli anni precedenti sotto Joe Biden, durante i quali le cifre erano rimaste stabili tra 6.000 e 7.000 all’anno. Dal 20 gennaio al 22 dicembre del primo anno della nuova amministrazione, gli arresti sono saliti a quasi 14.000. L’incremento è stato attribuito dal direttore dell’FBI, Kash Patel, a una maggiore disponibilità di risorse alle sedi locali dell’agenzia, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza nelle comunità. Gli arresti, relativi a reati come attività di gang, crimine organizzato transnazionale e traffico di minori, sono stati monitorati in 17 principali uffici locali dell’FBI. Le città di Buffalo e Jackson hanno registrato le maggiori impennate, con Buffalo che ha visto un aumento del 400% (da 125 a 642 arresti) e Jackson del 264,5% (da 248 a 904 arresti). A New York gli arresti sono cresciuti del 175,2% (da 621 a 1.709), Nashville del 160% (fino a 871) e Detroit del 150,8% (da 305 a 765). Solo a Seattle si è registrato un calo del 7,5%, scendendo da 320 arresti. Escludendo i reati contro i minori, il numero totale di arresti è più che raddoppiato, passando da 5.778 a 12.901.