Gli aeroporti europei stanno affrontando il rischio di una carenza sistemica di carburante per aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto completamente entro tre settimane. Aci Europe, associazione che rappresenta gli aeroporti dell’Unione Europea, ha informato il commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas che le riserve di carburante si stanno riducendo a causa delle attività militari che stanno ostacolando le forniture. La lettera inviata sottolinea la necessità di un monitoraggio e di un intervento attivo da parte dell’UE, specialmente con l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo cruciale per il turismo europeo. In Asia, alcuni paesi come il Vietnam hanno già iniziato a razionare il carburante, mentre in Europa non si sono ancora verificati casi diffusi di carenza, anche se i prezzi del carburante sono raddoppiati e le compagnie aeree paventano possibili cancellazioni. Fatih Birol, presidente dell’Agenzia internazionale dell’energia, ha dichiarato che il mondo è nel mezzo della più grave crisi energetica della storia, più intensa di tutte le precedenti. Birol segnala che la carenza di prodotti fondamentali provenienti dagli Stati del Golfo, come i fertilizzanti, può mettere in pericolo anche la sicurezza alimentare globale. Secondo lui, il destino dell’economia mondiale dipende dalle condizioni dello Stretto di Hormuz.