La Commissione Europea ha dichiarato che l’Unione Europea rimane un mercato unico aperto e regolamentato, con il diritto di stabilire le proprie norme economiche secondo i propri valori e impegni internazionali. La Commissione ha richiesto chiarimenti alle autorità statunitensi dopo che gli Stati Uniti hanno imposto restrizioni di viaggio a funzionari e cittadini europei, giudicando tali misure inaccettabili tra alleati. L’UE ha sottolineato la necessità di condizioni eque per tutte le imprese e ha affermato che reagirà rapidamente se la sua autonomia normativa sarà minacciata da misure considerate ingiustificate.

Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha ribadito l’importanza della libertà di espressione, delle regole digitali eque e della sovranità normativa europea. In un’intervista a Le Figaro, l’ex commissario europeo Thierry Breton ha evidenziato che l’Europa e le sue istituzioni sono sotto pressione, facendo riferimento anche alle posizioni espresse dal vicepresidente USA J. D. Vance. Breton ha osservato che la strategia statunitense punta a rapporti bilaterali con singoli Stati membri UE, secondo lui, per indebolire l’Unione, analogamente alla narrazione di Vladimir Putin. Ha ribadito che il progetto europeo non è quello di diventare subordinati né di farsi imporre modalità di voto o di pensiero.

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha criticato su X i divieti di ingresso negli Stati Uniti, tra cui quelli rivolti alle presidenti dell’organizzazione HateAid. Wadephul ha sottolineato che il Digital Services Act dell’UE è stato adottato democraticamente e non ha effetto fuori dai confini europei, e che le divergenze con gli USA dovranno essere affrontate tramite dialogo transatlantico. Le autorità statunitensi giustificano i divieti di ingresso nei confronti di Breton, Josephine Ballon e Anna-Lena von Hodenberg di HateAid, oltre ad altri cittadini europei, accusandoli di promuovere la censura delle piattaforme online americane.