Il Fondo sanitario nazionale 2025, approvato dal Cipess, prevede la ripartizione di 136,5 miliardi di euro tra Regioni e Province autonome per rafforzare il Servizio sanitario nazionale. Nel triennio 2023-2025, alle regioni del Sud vengono destinati 680 milioni di euro, con un incremento di 229 milioni rispetto agli anni precedenti. Questa redistribuzione tiene conto di nuovi criteri, come il tasso di mortalità sotto i 75 anni e il coefficiente di deprivazione, che considera povertà, bassa scolarizzazione e disoccupazione. Tra le novità, rientra anche un nuovo sistema di riparto della quota premiale basato su densità abitativa ed estensione territoriale, favorendo regioni come Abruzzo, Basilicata, Molise e Calabria.

Le risorse comprendono aumenti e indennità specifiche per il personale sanitario: 500 milioni per l’indennità di esclusività della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria; 370 milioni per quella infermieristica; 340 per il pronto soccorso; 50 per l’indennità medico-veterinaria; oltre 423 milioni per aumentare le tariffe orarie delle prestazioni aggiuntive dedicate al recupero delle liste d’attesa.

È prevista anche la proroga della sperimentazione della ‘farmacia dei servizi’ tramite 25,3 milioni di euro per il 2025, mentre la Legge di Bilancio ha stabilito un finanziamento strutturale annuo di 50 milioni per questa iniziativa, che amplia il ruolo delle farmacie con servizi come screening e vaccinazioni. Il limite di spesa per le prestazioni accreditate private sarà innalzato e saranno inserite patologie come Parkinson e demenza nei percorsi nazionali di assistenza.

Per le nuove Case di comunità, cardine della riforma dell’assistenza territoriale, il termine di avvio è fissato a giugno 2026: quest’anno sono previste 7.000 assunzioni tra medici e infermieri, con particolare attenzione alle regioni meridionali in ritardo nella realizzazione di queste strutture.