L’amministrazione Trump ha notevolmente ampliato una politica che impone a viaggiatori di alcuni Paesi stranieri il versamento di una cauzione fino a 15.000 dollari per poter entrare negli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha aggiunto 25 nuove nazioni all’elenco dei Paesi soggetti a obbligo di deposito cauzionale, portando il totale a 38, prevalentemente in Africa, ma con presenze anche in America Latina e Asia. Questa misura, che sarà effettiva dal 21 gennaio e include nazioni come Venezuela, Algeria e Nigeria, potrebbe rendere difficile per molti ottenere un visto USA.

I viaggiatori che richiedono un visto B1/B2 originari dei Paesi interessati devono presentare una cauzione di 5.000, 10.000 o 15.000 dollari, stabilita durante il colloquio di visto. L’importo verrà restituito in caso di rifiuto del visto o se il titolare rispetta tutte le condizioni del permesso. Questa estensione segue un programma sperimentale avviato in agosto dal Dipartimento di Stato, destinato ai richiedenti provenienti da paesi con elevati tassi di permanenza oltre il termine e controlli documentali carenti.

L’amministrazione ha inoltre introdotto ulteriori modifiche alle politiche migratorie: chi richiede un visto per gli Stati Uniti deve sostenere un colloquio di persona e fornire una cronologia dettagliata dei social media, oltre a informazioni sui viaggi e sui soggiorni precedenti dei familiari. Dal 26 dicembre è stata ampliata anche l’applicazione del riconoscimento facciale per cittadini non statunitensi in ingresso e in uscita dal Paese.

In aggiunta, il 19 settembre 2025, sono stati firmati due ordini esecutivi: uno introduce il programma “Trump Gold Card”, che offre la residenza permanente e una via verso la cittadinanza USA a chi investe almeno 1 milione di dollari nel Paese; l’altro prevede una tassa di 100.000 dollari per i visti H-1B. Secondo l’ex presidente Trump, il nuovo programma per la “Gold Card” potrebbe produrre miliardi di dollari di entrate.