Il ciclone Harry sta colpendo duramente Sardegna, Sicilia e Calabria, dove la Protezione civile ha emesso un’allerta rossa valida per almeno 24 ore. La tempesta sta causando venti con raffiche oltre i 110-120 km/h, forti piogge e mareggiate che interessano le coste esposte. Previsti accumuli di pioggia che superano i 300 millimetri in meno di due giorni, oltre la media di tre mesi, con onde fino a 8-9 metri nello Ionio e nel basso Tirreno, tra 6 e 7 metri nelle aree costiere di Sardegna orientale, Sicilia e Calabria ionica.

I sindaci di città come Cagliari, Olbia, Palermo, Catania, Catanzaro e Reggio Calabria hanno disposto la chiusura di scuole, università, uffici pubblici, parchi, cimiteri e impianti sportivi. Annullati anche vari appuntamenti istituzionali. In Sardegna, sospesi i collegamenti marittimi con la penisola da Cagliari e Olbia e i traghetti per la Corsica. Chiusi anche gli accessi all’isola di Caprera. In Sicilia sono fermi i traghetti per le Eolie, mentre a Catanzaro, in Calabria, sette famiglie risultano isolate a causa di una frana e il lungomare è stato chiuso.

Le città appaiono quasi deserte. Sono stati attivati tutti i centri operativi comunali (Coc) e la Protezione civile locale segue costantemente l’evoluzione della situazione, collaborando con le istituzioni comunali. In Sardegna, la situazione viene descritta dagli esperti come mai osservata negli ultimi tempi, in particolare lungo la costa sudorientale. Numerose le strade chiuse al traffico: la statale 195 Sulcitana tra Cagliari e Capoterra, la provinciale 71 a Teulada e la statale 198 a Gairo. A Torpè, in provincia di Nuoro, evacuate decine di famiglie per il rischio esondazione del Rio Posada, ingrossato dalle piogge. Sorveglianza alta anche su altri corsi d’acqua e invasi come Flumendosa, Rio Stanali, Rio Cixerri e Gutturu Mannu.