Il presidente francese Emmanuel Macron, in un’intervista a sette quotidiani europei, ha suggerito la necessità di eurobond destinati a difesa e intelligenza artificiale, rilanciando il ruolo dell’Europa come potenza economica, finanziaria, militare e democratica. L’idea di Macron giunge in un contesto in cui le alleanze europee risultano instabili e l’asse franco-tedesco mostra segni di indebolimento. Berlino ha risposto criticando la proposta degli eurobond, definendola una distrazione rispetto alle vere sfide sulla produttività.

Il summit sulla competitività, voluto dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, riunirà i 27 leader dell’Unione nel castello di Alden Biesen per individuare strategie contro la bassa industrializzazione europea, anche attraverso i contributi di Mario Draghi ed Enrico Letta. Intanto Italia e Germania hanno promosso un pre-vertice con vari Paesi, iniziativa accolta con sorpresa a Bruxelles.

Secondo Macron, l’Unione deve affrontare tre grandi sfide: sicurezza e difesa, tecnologie della transizione ecologica, intelligenza artificiale e settore quantico. Ha stimato che serviranno 1200 miliardi di euro per un salto di qualità europeo. La proposta del debito comune, sostenuta anche da Draghi e altri membri della Commissione, resta però divisiva e incontra la resistenza della presidente Ursula von der Leyen.

Sul tema del ‘Buy European’ negli acquisti industriali e della difesa, Germania e Italia sono allineate ma in contrasto con la Francia. Questo argomento, inserito nell’Industrial Accelerator Act della Commissione, potrebbe essere motivo di confronto acceso durante il summit. Nessuna decisione definitiva verrà presa nell’incontro di Alden Biesen, che rappresenta solo l’avvio delle discussioni destinate a proseguire nel Consiglio europeo di marzo.

Infine, il dibattito sulla cooperazione rafforzata fra gli Stati membri vede Merz e Meloni favorevoli a forme di alleanza intergovernativa piuttosto che a un rafforzamento federale della Commissione. Entrambi si oppongono a cambiamenti nei Trattati e al superamento dell’unanimità nelle procedure di voto europee.