I Mondiali di calcio in corso sono caratterizzati dall’introduzione di tecnologie avanzate, rendendoli una vera e propria arena sperimentale. L’intelligenza artificiale è utilizzata per analizzare i movimenti dei giocatori, mentre il nuovo pallone, chiamato Trionda, integra un sensore inerziale capace di tracciare in tempo reale ogni movimento della sfera. Questo strumento supporta la rilevazione semi-automatica del fuorigioco e consente di individuare tocchi di mano che potrebbero sfuggire alle telecamere tradizionali.

I calciatori, inoltre, vengono sottoposti a scansioni corporee che permettono di creare avatar digitali in 3D. Questi avatar sono impiegati durante le partite per ricostruire dinamiche di azioni controverse e facilitare l’analisi arbitrale di dettagli precedentemente non rilevabili. Ulteriori sensori indossabili monitorano in tempo reale le condizioni fisiche degli atleti e forniscono allo staff dati preziosi. Attraverso l’IA è possibile valutare le prestazioni dei giocatori e individuare segnali che potrebbero indicare affaticamento muscolare o anticipare potenziali infortuni. Franco Impellizzeri, scienziato dello sport dell’Università di tecnologia di Sydney, ha sottolineato come la presenza di esperti scientifici nei club e nelle nazionali sia ormai la norma, evidenziando il peso crescente della scienza e della tecnologia nella preparazione, tattica e arbitraggio del calcio contemporaneo.