Circa 120 detenuti della casa circondariale Luigi Bodenza di Enna hanno occupato le sezioni del vecchio padiglione, danneggiando le telecamere di sorveglianza e mettendo in difficoltà l’istituto penitenziario. La protesta è scoppiata dopo che, a causa di un fulmine che nei giorni scorsi ha danneggiato le centraline telefoniche, i detenuti erano rimasti senza possibilità di contattare le proprie famiglie. Sebbene il guasto fosse stato riparato nella mattinata odierna, la rivolta è comunque iniziata. Gli agenti avevano inoltre da poco sequestrato diversi telefoni cellulari e dosi di stupefacenti all’interno del carcere.

Sul posto sono arrivati rinforzi delle forze dell’ordine, compresi agenti del Gruppo Intervento Operativo da Catania; la struttura è ora circondata da carabinieri, polizia e guardia di finanza. La carenza di personale è stata segnalata dai sindacati di polizia penitenziaria: oggi, su circa 200 detenuti, erano presenti in servizio solo 6 o 7 agenti. Secondo i sindacati, la situazione è il risultato di anni di ritardi e mancati interventi, aggravata da condizioni strutturali molto precarie e dal mancato avvio di lavori già finanziati per la ristrutturazione del padiglione. Il recente temporale non solo ha interrotto le comunicazioni tra i detenuti e i familiari, ma ha anche compromesso l’acqua calda del carcere. I sindacati lamentano che le richieste di intervento sulle sezioni fatiscenti siano rimaste inascoltate, lasciando il personale a operare in condizioni difficili e rischiose.