Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che sono gli Stati Uniti ad avere il controllo della situazione in Venezuela, aggiungendo la possibilità di un secondo attacco se il nuovo governo di Caracas non dovesse rispettare le richieste di Washington. Trump ha inoltre criticato la leadership colombiana e ha definito Cuba vulnerabile senza il petrolio venezuelano. Dopo il rifiuto dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro di andare in esilio in Turchia, questi è stato arrestato con la moglie e trasferito al Metropolitan Detention Center di Brooklyn. La Corte Suprema venezuelana ha nominato Delcy Rodríguez presidente ad interim, ma la nuova leader è stata subito minacciata dal presidente statunitense: “Se non farà ciò che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente superiore a quello di Maduro”. Trump ha rimarcato la necessità di cambiamenti di regime in Venezuela, mostrando interesse anche per il controllo della Groenlandia per ragioni difensive.

Marco Rubio, figura chiave secondo la stampa americana nell’operazione contro Maduro, ha frenato sul riconoscimento di Rodríguez, sostenendo che gli USA non considerano legittimo l’attuale governo venezuelano e che la transizione richiederà tempo e nuove elezioni. Rubio ha inoltre sottolineato che la collaborazione statunitense avverrà solo se le autorità venezuelane fermeranno traffico di droga, migranti e apriranno il mercato petrolifero alle aziende americane. Il segretario di Stato ha chiarito che non si tratta di un’invasione ma di un’operazione di arresto, condotta senza l’autorizzazione del Congresso.

Nel frattempo, l’esercito venezuelano ha denunciato l’uccisione di alcune guardie della sicurezza di Maduro, mentre secondo il New York Times sarebbero almeno 40 le vittime tra militari e civili. Durante l’operazione sono stati impiegati droni americani e grazie a talpe interne della CIA sono stati individuati i movimenti di Maduro. L’ex presidente si trova ora nel carcere federale statunitense di Brooklyn, dove dovrà affrontare accuse di cospirazione, traffico di droga, armi e terrorismo. Contro di lui pesa anche la testimonianza di Hugo Armando Carvajal Barrios, ex capo dell’intelligence militare venezuelana, già collaboratore con la giustizia americana.

Allo stesso tempo, in Venezuela emergono tensioni riguardo la leadership di Rodríguez: ogni suo passo rischia di provocare reazioni interne o un nuovo intervento americano. Manifestazioni di protesta contro l’azione degli Stati Uniti si sono registrate sia a Caracas sia a Washington.