La Rai ha deciso di sospendere temporaneamente le repliche estive di Report, in attesa di chiarimenti sull’attentato che ha coinvolto il giornalista Sigfrido Ranucci. La Direzione approfondimento dell’azienda ha motivato la scelta come misura di tutela del valore editoriale del programma, confermando il ritorno di Report in autunno. Ranucci definisce la sospensione “sconcertante” ed esprime preoccupazione per il fatto che la decisione sia stata influenzata da congetture e dichiarazioni politiche circolate di recente. Anche i consiglieri Rai Alessandro di Majo, Davide di Pietro e Roberto Natale criticano la sospensione, giudicandola una punizione su pressione di una parte politica. Il segretario della Fnsi, Vittorio di Trapani, parla di “atto gravissimo”, mentre l’Usigrai la considera un attacco al lavoro della redazione. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, definisce la scelta incomprensibile. Il Movimento 5 Stelle solleva il sospetto di un piano di Fratelli d’Italia per allontanare Ranucci dal programma. La sospensione delle repliche è avvenuta poche ore dopo che Ranucci aveva annunciato sui social una nuova stagione in preparazione, invitando i telespettatori a inviare segnalazioni. Fratelli d’Italia ha inviato una mail alla redazione evidenziando l’amicizia tra Ranucci e Valter Lavitola — quest’ultimo pregiudicato e indagato come presunto mandante dell’attentato — chiedendo che la questione fosse investigata con rigore giornalistico. Lavitola, intervistato dal Tg1, continua a negare il suo coinvolgimento, affermando che nessuno dei due avrebbe avuto interesse a inscenare l’attentato. Lavitola racconta inoltre di aver parlato con Ranucci di un sondaggio riguardante leader della sinistra europea. Sul fronte delle indagini, i carabinieri hanno perquisito l’abitazione di Gomes Clesio Tavares, ritenuto intermediario tra Lavitola e la banda esecutrice dell’attentato. L’uomo, originario del Camerun e factotum di Lavitola, vive con la compagna, ascoltata dagli investigatori. Lavitola spiega che Tavares si trova spesso in Camerun e che la sua presenza è riscontrabile dal passaporto. Lavitola stesso era pronto a lasciare l’Italia per l’Africa quando gli investigatori hanno proceduto alla perquisizione. Le indagini procederanno anche sull’analisi dei dispositivi sequestrati e su alcuni documenti trovati presso Lavitola, mentre non sarebbero direttamente collegati i quesiti di un sondaggio per una possibile candidatura politica di Ranucci. Gli inquirenti potrebbero comunque approfondire questa pista ascoltando anche i giornalisti coinvolti.