Sonny Rollins, grande sassofonista jazz noto come ‘Saxophone Colossus’, si è spento a 95 anni il giorno prima del centenario di Miles Davis, di cui era amico. Nato a Harlem nel 1930, Rollins iniziò la carriera giovanissimo nel Be Bop, emergendo subito come interprete originale e carismatico. La sua musica e la sua sonorità inconfondibile hanno reso l’improvvisazione tematica una forma d’arte, caratterizzata da sequenze di variazioni quasi infinite sul tema proposto. Già negli anni ‘50, Rollins aveva collaborato con artisti come Miles Davis, Thelonious Monk e il quintetto di Max Roach e Clifford Brown, contribuendo al successo dell’Hard Bop. Il suo album ‘Saxophone Colossus’, con il celebre pezzo ‘St. Thomas’, è un classico del genere. Nel 1959, improvvisamente, decise di ritirarsi per due anni, continuando però a esercitarsi sul ponte di Williamsburg, a New York, alla ricerca di ispirazione e perfezione tecnica. Il suo ritorno avvenne con il disco ‘The Bridge’. Rollins è stato una figura fondamentale nella storia del jazz e il primo sassofonista, nella scuola Hard Bop, a offrire una reale alternativa a John Coltrane, con cui registrò anche la celebre ‘chase’ ‘Tenor Madness’. Oltre al jazz, la sua presenza si ricorda anche nell’assolo di ‘Waitin’ On A Friend’ dei Rolling Stones nell’album ‘Tattoo You’. Il suo lascito artistico è considerato imprescindibile per appassionati e collezionisti di jazz.