L’ex vicepresidente Al Gore ha criticato duramente la decisione del presidente Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti da iniziative internazionali legate al clima, dichiarando che questa scelta rappresenta un attacco ai progressi scientifici e diplomatici ottenuti negli ultimi decenni. In un intervento durante un evento sul cambiamento climatico a San Francisco, Gore ha paragonato il governo Trump al Terzo Reich di Adolf Hitler. In un messaggio pubblicato su X, Gore ha definito la crisi climatica come ‘la sfida più significativa delle nostre vite’ e ha ribadito l’importanza delle attività dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) e della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) per la tutela del futuro dell’umanità.

La decisione di Trump è stata formalizzata in un memorandum presidenziale, che giustifica l’uscita statunitense da vari organismi internazionali, tra cui l’IPCC e l’UNFCCC, sostenendo che la permanenza non sia nell’interesse del paese. Nel documento, l’IPCC viene definito come organizzazione non facente parte delle Nazioni Unite, una posizione smentita dal sito ufficiale dell’IPCC che lo identifica come organo ONU per la valutazione scientifica dei cambiamenti climatici.

Il segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che molte organizzazioni internazionali, nate come strumenti pragmatici per la cooperazione, si sono trasformate in strutture dominate da ideologie progressiste e distanti dagli interessi nazionali USA.

Durante la stessa occasione, Gore ha accusato l’amministrazione Trump di voler minare la scienza del clima e di diffondere sfiducia a livello globale. L’uscita dagli accordi sul clima, secondo Gore, rischia di compromettere la cooperazione internazionale sul tema dell’emergenza ambientale.