Durante la notte all’aeroporto di Lipsia, in Germania, è stato ritrovato un drone carico di esplosivo vicino a quattro aerei ucraini parcheggiati in pista. L’ordigno, dotato di miccia e con esplosivo identificato come Semtex, non è esploso, probabilmente per un malfunzionamento. L’episodio ha generato grande preoccupazione tra le autorità tedesche, che lo considerano un attacco di tipo ibrido caratterizzato da un livello di pericolo inedito. Le indagini sono affidate alla procura generale di Dresda, alle forze anticrimine e antiterrorismo, e sono condotte in collaborazione con la Nato. Poche ore più tardi, un aereo cargo della Dhl, costretto a non atterrare per la chiusura dello scalo, ha subito una lieve collisione con un altro drone sconosciuto in volo nei pressi dell’aeroporto. Il velivolo ha poi raggiunto Hannover senza gravi danni.
Secondo le autorità, l’attacco è stato orchestrato da persone con notevoli competenze tecniche, capaci di superare i sistemi di difesa antidroni già potenziati dalle forze di sicurezza tedesche. L’aeroporto di Lipsia/Halle ospita sin dal 2022 diversi aerei Antonov dell’Ucraina, impiegati sia per missioni logistiche Nato, sia per trasporti cargo e passeggeri, ed è uno dei principali hub europei per il traffico merci, incluso quello di Dhl. Lo scalo era già stato oggetto di altri incidenti: il 20 luglio 2024, un pacco Dhl prese fuoco prima di essere caricato su un aereo diretto in Inghilterra.
Questi eventi si inseriscono in una serie di incidenti con droni verificatisi recentemente in Europa, tra cui l’abbattimento di droni in Romania e episodi simili in Polonia e Inghilterra. Le autorità tedesche sottolineano l’innalzamento dello stato di allerta, rilevando che il rischio di attacchi di questo tipo è ormai concreto. Anche l’ambasciatore ucraino in Germania ha espresso la convinzione che la Russia sia responsabile dell’attacco e ha offerto il supporto tecnico ucraino alla Germania, paese che da tempo collabora con Kiev nello sviluppo di sistemi di difesa contro i droni.
