Negli Stati Uniti si ripropone periodicamente la domanda sul motivo degli ingenti finanziamenti annuali destinati a Israele, soprattutto considerando l’alto debito pubblico e l’imponente budget per la difesa americana. Tuttavia, la valutazione di questa spesa spesso si limita a ciò che viene dato a Israele, trascurando ciò che gli Stati Uniti ricevono in cambio.

La collaborazione con Israele non è basata su motivazioni religiose o etniche, bensì sulla domanda se questa alleanza renda l’America più forte. Secondo l’analisi di un ex ambasciatore statunitense, la risposta è positiva. Israele si distingue tra gli alleati americani grazie al contributo fornito in diversi ambiti: intelligence di alto livello, soluzioni militari innovative, tecnologie avanzate in informatica e difesa missilistica, cooperazione tecnologica e resilienza democratica in una regione instabile.

La partnership tra Stati Uniti e Israele si è consolidata nel tempo. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, passando per la Guerra Fredda e l’espansione della cooperazione nell’intelligence contro il terrorismo, fino alla collaborazione odierna nel fronteggiare Iran, minacce cibernetiche e per lo sviluppo di sistemi di difesa, Israele si è rivelato un alleato affidabile. L’assistenza statunitense verso Israele ammonta a circa 3,8 miliardi di dollari l’anno; questa cifra rappresenta meno dello 0,5% del budget annuale della difesa americana e, se valutata in termini di ritorno, è considerata vantaggiosa.

Dal sostegno reciproco sono nati risultati concreti: le informazioni raccolte grazie all’intelligence israeliana hanno aiutato a prevenire attentati e monitorare i programmi militari in Medio Oriente. La ricerca congiunta ha portato allo sviluppo di sistemi di difesa come Iron Dome e Arrow, e la cooperazione tecnologica si estende dai droni all’intelligenza artificiale e alla medicina militare. Gran parte dei finanziamenti, inoltre, rientra nell’economia statunitense attraverso l’acquisto e la coproduzione di tecnologie americane.

Ulteriore elemento distintivo del rapporto con Israele è la sua posizione di unica democrazia stabile nella regione, con cambi di governo tramite elezioni, un sistema giudiziario indipendente e ampia partecipazione civile, compresa quella dei cittadini arabi.

Pur riconoscendo la necessità di mantenere un dialogo franco e anche di criticare Israele quando necessario, la solidità dell’alleanza risiede nella sua importanza strategica e nei benefici concreti per gli interessi americani. In caso di scomparsa di Israele, il Medio Oriente assisterebbe ad un rafforzamento di Iran, Hezbollah e Hamas, perdita di partner chiave per governi arabi moderati e maggiore influenza di Russia e Cina. Gli Stati Uniti dovrebbero quindi impiegare molte più risorse per ristabilire l’equilibrio.

Si evidenzia infine che le alleanze non vengono scelte per perfezione morale ma per convenienza strategica, e quella con Israele si conferma una delle più vantaggiose per la sicurezza americana.