Secondo un’indagine della Banca d’Italia svolta subito dopo lo scoppio del conflitto nel Golfo Persico, le imprese italiane mostrano un forte peggioramento delle valutazioni sulla situazione macroeconomica. In tutti i settori, i giudizi sulla congiuntura economica e sulle prospettive delle proprie condizioni operative sono diventati più negativi, a causa soprattutto dell’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche e dell’incertezza economica e politica. La domanda totale è calata in tutti i comparti e, nell’industria, si è registrato un peggioramento anche sul fronte estero. Le imprese prevedono vendite complessive ancora in crescita nei prossimi tre mesi, ma stimano un calo dell’export. Le condizioni per gli investimenti sono peggiorate nettamente dopo l’inizio della guerra, anche se i piani di investimento per il 2026 restano in linea con le previsioni precedenti, con una lieve flessione solo nell’industria. L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende italiane risulta ancora contenuta, più diffusa tra le grandi imprese e nei servizi; le principali barriere sono la carenza di competenze specifiche e la percezione di una bassa applicabilità dell’IA alle proprie attività.