Il governo venezuelano ha annunciato la liberazione di numerosi prigionieri politici, tra cui anche cittadini stranieri e italiani. Fra i rilasciati figurano l’imprenditore Luigi Gasperin, arrestato nel 2025 per presunta detenzione e uso di materiale esplosivo, e il giornalista e politico Biagio Pilieri, detenuto da oltre 16 mesi a Caracas. Questi sviluppi accendono nuove speranze per altri connazionali ancora reclusi, come Alberto Trentini, in carcere da oltre 400 giorni senza accuse formali, e il commercialista Mario Burlò, detenuto da più di un anno.

Dopo la caduta di Nicolás Maduro e con l’insediamento della presidente Delcy Rodríguez, il Venezuela segnala una possibile apertura verso il dialogo internazionale. La premier Giorgia Meloni ha espresso gratitudine per le liberazioni auspicando un rafforzamento dei rapporti fra Roma e Caracas e sperando in ulteriori rilasci. Il ministro Antonio Tajani ha intrattenuto contatti con l’ambasciata italiana in Venezuela, la rete consolare e la Chiesa locale, attivando azioni per favorire la scarcerazione dei compatrioti.

Secondo la ong Foro Penal, in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza. Le autorità venezuelane hanno già liberato circa 200 persone arrestate durante le proteste per la rielezione di Maduro, ma questa è la prima significativa scarcerazione dopo il cambio di governo.

A Venezia, familiari e sostenitori di Alberto Trentini continuano a chiedere la sua liberazione, mantenendo viva l’attenzione sul suo caso. Il governo italiano, con il supporto degli Stati Uniti e le pressioni dell’opposizione venezuelana, prosegue l’interlocuzione per ottenere la scarcerazione degli ultimi detenuti italiani ancora nelle carceri venezuelane.