Con 206 voti favorevoli e 133 contrari, la Camera ha approvato a scrutinio segreto la proposta della maggioranza di negare alla Procura l’acquisizione delle chat del deputato Andrea Delmastro. Dopo il voto si sono verificate proteste: i deputati del Movimento 5 Stelle sono scesi sotto i banchi della maggioranza sollevando i cellulari per richiamare la campagna #fuorilechat, tra urla e cori che hanno portato alla sospensione della seduta. Durante la discussione, già tesa, la presidente di turno Anna Ascani ha dovuto più volte intervenire per ripristinare l’ordine tra i banchi dell’opposizione.
Il relatore della maggioranza Pietro Pittalis ha motivato la proposta di diniego sostenendo che difendere l’articolo 68 della Costituzione significa rispettare la legge e che non si tratta di ostacolare il lavoro della magistratura. Pittalis ha anche ricordato casi precedenti, come quello di Scarpinato, citando la coerenza delle opposizioni.
In segno di protesta, anche al Senato sono stati sollevati cellulari dai parlamentari M5S e la seduta è stata sospesa per alcuni minuti. Alla Camera, dopo l’intervento di Giuseppe Conte in dichiarazione di voto, i deputati M5S hanno inscenato l’azione simbolica dei cellulari sollevati. Conte ha criticato la maggioranza accusandola di proteggere gli interessi di partito invece dei cittadini.
I deputati di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) si sono coperti gli occhi con delle bende durante l’intervento della deputata Piccolotti, per protestare contro la scelta della maggioranza. Su richiesta della presidente Ascani hanno poi rimosso le bende.
Italia Viva, con il deputato Del Barba, ha dichiarato voto contrario spiegando che in questo caso la Procura aveva seguito un percorso corretto e che negare l’autorizzazione rischia di trasformare l’articolo 68 in un privilegio personale.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha definito ‘grave’ il diniego dell’autorizzazione, sottolineando che nessuno chiede di fare processi in Aula, ma solo di permettere ai magistrati di svolgere il loro lavoro ed evitare che un processo collegato a fatti di mafia venga bloccato.
Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, ha espresso contrarietà ai privilegi dei parlamentari ma ha auspicato che Delmastro renda pubbliche di sua volontà le sue chat, dichiarando voto contrario all’autorizzazione all’accesso.
