La procura generale di Sion ha richiesto una cauzione di 400 mila franchi svizzeri ai proprietari del locale Constellation di Crans-Montana, Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposo dopo il rogo di Capodanno che ha causato 40 vittime e 116 feriti. In attesa della decisione del Tribunale di garanzia sulle misure cautelari, Jacques Moretti resta in carcere, mentre la moglie è soggetta all’obbligo di firma, al divieto di espatrio ed è senza passaporto.

La Svizzera sta predisponendo aiuti economici per le famiglie colpite, con misure di emergenza, contributi alle spese mediche e indennizzi che, in alcuni casi, possono superare i 200 mila franchi, come previsto dalla legge federale sull’aiuto alle vittime di reati. Sono comunque escluse per ora le questioni assicurative, in attesa di sviluppo giudiziario.

Sul fronte internazionale, è attivo il dialogo tra ambasciata italiana, autorità federali e cantonali svizzere. L’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha incontrato Stéphane Ganzer, consigliere di Stato del Vallese, ottenendo rassicurazioni su un’inchiesta rigorosa e indipendente e sottolineando la collaborazione con le autorità italiane, dato che tra le vittime ci sono anche cittadini vallesani.

In Italia, la procura di Roma ha aperto un’indagine parallela per omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e incendio, con la procura di Milano incaricata delle notifiche ai legali delle famiglie delle vittime italiane, tra cui l’avviso di fissazione dell’autopsia su Chiara Costanzo e Achille Barosi. I legali dei genitori di Achille stanno inoltre procedendo per la costituzione di parte civile in Svizzera.

Riguardo a un possibile coinvolgimento della Commissione europea nel procedimento svizzero, la portavoce Arianna Podestà ha chiarito che Bruxelles può partecipare solo quando sono in gioco interessi protetti dai Trattati europei e alle condizioni previste dal diritto nazionale, senza specificare ulteriori decisioni.

Si attende a breve l’ordinanza del Tribunale del Vallese sulle misure cautelari sui coniugi Moretti, richiesta dagli inquirenti dopo un interrogatorio di oltre sette ore, per rischio di fuga e potenziale inquinamento delle prove. Gli avvocati delle vittime hanno chiesto anche il sequestro dei beni della coppia, sottolineando il rischio concreto di espatrio data la loro cittadinanza francese e la perdita di ogni interesse economico in Svizzera dopo il divieto di esercitare l’attività.