Durante il viaggio in Sudamerica, Ursula von der Leyen si prepara a firmare il nuovo accordo tra Unione Europea e Mercosur, approvato a maggioranza dai 27 Stati membri tra proteste degli agricoltori europei. Von der Leyen ha definito l’intesa ‘il risultato di una generazione’, considerandola un passo strategico per diversificare gli scambi commerciali e metterli al riparo dalla minaccia di nuovi dazi, evocata dalle recenti posizioni di Donald Trump.
La cerimonia di firma si terrà ad Asunción, in Paraguay, alla presenza anche del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Secondo il presidente brasiliano Lula da Silva, intesa creerà una delle più grandi aree di libero scambio del mondo e offrirà nuove opportunità di commercio e investimenti a entrambe le aree, con la strategia latinoamericana volta anche a esplorare nuovi mercati globali.
La fase successiva si sposterà in Europa, dove la presidente dovrà affrontare un clima politico teso. Il 20 gennaio a Strasburgo si annunciano proteste degli agricoltori, mentre il Parlamento europeo si prepara a votare due mozioni cruciali: una per chiedere alla Corte di giustizia europea di esprimersi sull’accordo e un’altra per la censura alla Commissione UE, sostenuta da alcuni gruppi politici tra cui Lega e Movimento 5 Stelle. Tuttavia, sarà il commissario al Commercio Maros Sefcovic a riferire davanti agli eurodeputati prima del voto di sfiducia.
Il destino dell’accordo dipenderà molto dal voto del Parlamento europeo: se la richiesta di coinvolgere la Corte di giustizia sarà bocciata, si andrà avanti con l’iter e un possibile voto finale entro l’anno. In caso contrario, tutto verrebbe congelato in attesa di una sentenza, portando a un ulteriore prolungamento dei tempi dopo oltre venticinque anni di negoziati.
