In Regno Unito, Bernard Randall, cappellano e sacerdote anglicano, ha raggiunto un accordo riservato con l’ex datore di lavoro dopo una disputa durata sette anni. Randall, che ha lavorato per cinque anni al Trent College del Derbyshire, era stato licenziato e inserito in una lista nera dopo aver tenuto un sermone sul tema delle convinzioni religiose e dell’identità LGBTQ. Nel 2018, la scuola aveva introdotto un programma di un gruppo esterno mirato a rafforzare la cultura queer. Randall aveva espresso perplessità su questa iniziativa e, dopo richieste di chiarimenti da studenti e personale, aveva predicato sul diritto a mantenere visioni tradizionali nel rispetto reciproco.
Dopo il sermone, la scuola lo aveva sospeso e poi licenziato per presunta grave condotta, segnalandolo anche alle autorità e al programma nazionale Prevent, che ne aveva però escluso il rischio. La diocesi locale di Derby lo aveva inoltre segnalato come rischio per la protezione dei minori. Sebbene reintegrato in seguito a un ricorso, era stato sottoposto a rigide restrizioni e infine licenziato definitivamente a fine 2020 durante la pandemia.
Randall ha contestato il licenziamento con il sostegno del Christian Legal Centre. Dopo un’iniziale decisione sfavorevole, il tribunale del lavoro ha disposto un nuovo processo e Trent College è stato condannato a rimborsare i costi processuali. In seguito, le parti hanno raggiunto una soluzione riservata. Una successiva valutazione indipendente della Chiesa d’Inghilterra, condotta dalla diocesi di Londra, ha dichiarato infondate le accuse di rischio e nessuna prova di danno.
Randall ha dichiarato che nessun risarcimento può restituire gli anni passati lontano dal ministero e ha criticato la gestione della vicenda da parte delle autorità ecclesiastiche. Pur avendo ottenuto la riabilitazione, attende ancora dal vescovo di Derby il permesso formale per tornare a officiare. Secondo la diocesi, Randall è stato informato delle posizioni aperte e può nuovamente candidarsi per nuovi incarichi ministeriali.
