Il Consiglio supremo di difesa, presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e convocato per venerdì mattina, affronterà la delicata situazione internazionale legata alla guerra in Iran e Medio Oriente e le relative conseguenze per l’Italia. Preoccupazioni condivise anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impegnata nella preparazione di un discorso per il Parlamento e nell’esame di misure economiche contro possibili rincari di gas e carburante, considerando l’ipotesi di accise mobili o di un decreto legge ancora da definire.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che l’emergenza per i turisti italiani nell’area del Golfo è rientrata. Alla prossima riunione del Consiglio supremo di difesa parteciperanno altri ministri coinvolti, tra cui il titolare della Difesa Guido Crosetto, per esaminare i dossier di sicurezza ed economici. La sessione non sarà di routine, dato il parallelo con quella indetta dopo l’attacco russo all’Ucraina nel 2022. Dopo oltre una settimana dall’inizio delle ostilità nel Golfo, la situazione sembra essersi parzialmente stabilizzata.
Tajani e Crosetto hanno preso posizione sull’offensiva in Iran, definendola fuori dalle regole del diritto internazionale, linea condivisa anche da Meloni, che però non ha esplicitamente menzionato Stati Uniti o Israele, mantenendo una posizione prudente. Nei colloqui tenuti con Mattarella e durante le riunioni a Palazzo Chigi, il governo si è confrontato anche sul rischio, ora ridotto, che missili a lunga gittata potessero lambire l’Italia meridionale.
Al centro della discussione rimane la cooperazione internazionale con alleati del Golfo, d’Europa e della Nato, oltre alla necessità di alzare il livello di attenzione sulla sicurezza interna. Restano attivi i contatti fra Meloni e altri leader internazionali, mentre è ancora da valutare un eventuale vertice G7. Il governo esclude al momento richieste statunitensi sull’uso di basi americane in Italia.
Sul fronte politico interno, le opposizioni chiedono chiarimenti sul conflitto e sulle posizioni italiane. Il centrosinistra tenta di presentare una risoluzione condivisa sia su Iran che Ucraina, mentre Giuseppe Conte (M5s) e Matteo Renzi (Italia Viva) criticano Meloni, accusandola di ambiguità e di responsabilità sui rincari dei carburanti.
