Il 24 agosto finirà il taglio delle accise sul gasolio, aprendo la possibilità di un aumento dei prezzi dei carburanti nel periodo post-ferragosto. I prezzi della benzina e del gasolio stanno già toccando nuovi record: secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self ha raggiunto i 2,008 euro al litro su strade ordinarie e 2,085 euro in autostrada. Il gasolio si attesta rispettivamente a 2,128 euro e 2,200 euro.

Il governo aveva prorogato il taglio delle accise con un impegno di 245 milioni di euro, portando il risparmio a 17 centesimi sul litro di gasolio fino alla mezzanotte del 24 agosto. Dal 25 agosto verrà invece applicato il sistema delle accise mobili: in caso di aumento dei prezzi internazionali del petrolio, il maggior gettito IVA potrà essere usato per ridurre temporaneamente le accise.

Sei paesi europei, tra cui Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, hanno proposto una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere a livello comunitario, con l’obiettivo di finanziare misure a supporto di consumatori e imprese colpite dal caro-energia. I ministri di queste nazioni hanno inviato una lettera congiunta al ministro delle Finanze irlandese affinché il tema venga discusso durante il prossimo incontro dei ministri delle Finanze europei a Dublino.

Sul fronte politico, l’esecutivo rivendica il suo impegno contro il caro-carburanti, mentre dall’opposizione si chiede l’introduzione del sistema delle accise mobili e un consiglio dei ministri straordinario per affrontare la questione. Le associazioni dei consumatori, come Codacons e Assoutenti, chiedono il prolungamento del taglio delle accise, finanziandolo tramite le risorse derivanti dagli extraprofitti di società energetiche e finanziarie. Unc sottolinea come i prezzi attuali siano tra i più alti degli ultimi anni e che gli aumenti alla pompa rischiano di avere un effetto domino su tutta l’economia.