Durante il festival di Giffoni, Dacia Maraini ha affrontato diversi temi rilevanti dialogando con i giovani. Sull’intelligenza artificiale, la scrittrice ha affermato che questa tecnologia non può raggiungere la condizione umana perché non comprende la propria fine, né può provare sentimenti come l’amore o il dolore, elementi che definiscono l’essere umano. Interrogata su femminicidio ed educazione sessuale, Maraini ha espresso che la prevenzione della violenza non può basarsi solo su regole o punizioni, ma deve partire dall’educazione: suggerisce quindi che l’educazione all’altro dovrebbe essere obbligatoria nelle scuole, in quanto il sesso fa parte della persona e dei sentimenti e non va separato dalla sensibilità e dalla conoscenza reciproca. Secondo Maraini, la violenza scaturisce spesso dalla mancata conoscenza dell’altro e dalla percezione dell’altro come nemico. Parlando di femminicidio, lo definisce una regressione culturale, sottolineando che per secoli la società ha legittimato la violenza sulle donne, mentre questa legittimazione non esiste per le donne nei confronti degli uomini. Sul rapporto genitori-figli, ribadisce l’importanza del rispetto e della cultura, condannando l’idea di proprietà che a volte porta a comportamenti estremi. Maraini ha ricevuto il premio Futura e ha risposto alle domande dei ragazzi con empatia, incoraggiando il loro percorso di studi e condividendo esperienze personali, tra cui il racconto dell’internamento della sua famiglia in un campo di concentramento in Giappone durante la seconda guerra mondiale, episodio che le ha insegnato il valore della difesa delle proprie idee. Ha inoltre riflettuto sul ruolo della letteratura nell’aiutare ad affrontare il dolore e nella costruzione della consapevolezza, spiegando che i personaggi delle sue storie nascono da un processo di dialogo immaginario. Infine, ha ricordato Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia, sottolineando la loro dedizione alla verità e criticando una cultura dominata dal consumismo, che rischia di compromettere anche i sentimenti umani.
Dacia Maraini: ‘IA non sarà mai come noi perché non muore e non ama’
