Il Senato ha approvato con voto di fiducia il decreto fiscale, ora in attesa della discussione alla Camera. Tra le principali novità figura l’estensione della rottamazione quinquies a tutti i debiti affidati alla riscossione da enti locali e regioni tra il 2000 e il 2023: saranno quindi inclusi tributi locali come IMU e TARI, oltre ad altri oneri come rette scolastiche, canoni di locazione, multe e occupazione di suolo pubblico. Le multe potranno essere sanate per quanto riguarda interessi e aggio. Chi aderisce potrà pagare in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 o in 54 rate bimestrali; prevista anche una tolleranza di cinque giorni sui termini di pagamento in alcuni casi specifici.

Il concordato biennale, riservato alle partite IVA, prevede più tempo per aderire (fino al 31 ottobre per il 2026-27) e viene esteso anche ai contribuenti con un basso punteggio fiscale; le proposte del fisco non potranno superare il 30% per chi ha un voto tra 6 e 8 e il 35% per punteggi inferiori.

Per la dichiarazione dei redditi, i modelli 730 online sono accessibili e possono essere integrati o accettati direttamente dal contribuente; l’80% ha scelto la procedura semplificata nelle prime due settimane, registrando oltre 4 milioni di accessi.

Sul fronte carburanti, da fine giugno i prezzi saranno monitorati dal Garante che invierà una relazione al Ministero delle Imprese in caso di aumenti sospetti, per definire eventuali controlli sui rincari.

Modifica anche per i pagamenti verso la Pubblica amministrazione: l’obbligo di compensare con eventuali debiti iscritti a ruolo si applicherà solo se le cartelle superano i 5.000 euro. Sono previsti inoltre sostegni specifici come 92 milioni al porto di Piombino, 50 milioni alle imprese artigiane, 10 milioni al florovivaismo, agevolazioni per l’America’s Cup, aiuti alle agenzie di viaggio, esenzione del contributo Fer per Transizione 5.0 e l’esclusione dall’Irpef per i marittimi.

Dopo un emendamento saltato, resta soltanto come ordine del giorno la proposta di estendere alle telecomunicazioni il divieto di telemarketing selvaggio, già in vigore per i contratti energetici. L’esame parlamentare del decreto continua in un clima di tensione tra maggioranza e opposizione, che critica il ricorso crescente alla fiducia.