Le principali Borse europee sono in calo a causa dello stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e dell’annuncio del blocco dei porti persiani da parte del presidente Trump. Madrid segna la performance peggiore (-1,45%), seguita da Francoforte, Parigi, Milano e Londra. Aumenti dei prezzi per petrolio e gas naturale, spinti dalle incertezze geopolitiche e dall’attesa del report mensile dell’Opec: il Wti cresce dell’8,23% a 104,53 dollari al barile, il Brent del 7,85% a 102,67 dollari, mentre il gas naturale sale del 9,55% a 47,8 euro al MWh. Crescono anche i rendimenti dei titoli di Stato, con lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi che sfiora i 79 punti base.

Nel settore azionario europeo soffrono in particolare i titoli del lusso, come Cucinelli, Moncler, Burberry, Puma e Richemont, e gli automobilistici, con cali per Stellantis, Renault, Ferrari e Volkswagen. Negative anche le banche, tra cui SocGen, Commerzbank, Mediobanca, Unicredit, Bper, Mps, Intesa Sanpaolo e Banco Bpm. In controtendenza invece le società del settore petrolifero (Shell, Bp, TotalEnergies, Repsol, Eni, Saipem) e del comparto difesa (Leonardo, RheinMetall, Thales), tutte in crescita. Il dollaro si rafforza nei confronti di euro, yen e sterlina.

In Asia situazione contrastata dopo il fallimento dei colloqui tra Usa e Iran in Pakistan. Tokyo perde lo 0,7%, Seul lo 0,85%, Hong Kong apre in calo, Shanghai invece è poco variata. Anche i mercati di Mumbai e Singapore sono in discesa, mentre Sidney e Taiwan chiudono con segnali misti. I future su Europa e Stati Uniti restano negativi, mentre il petrolio mantiene livelli superiori a 100 dollari al barile e il gas naturale mostra un nuovo rialzo. Scende invece il prezzo dell’oro: il valore spot scambia a 4.728,75 dollari l’oncia (-0,46%) e quello a giugno a 4.751,10 dollari (-0,76%). A Tokyo in significativa flessione i produttori di semiconduttori Renesas e Tokyo Electron, come anche diversi titoli automobilistici tra cui Mitsubishi, Nissan e Honda, mentre Toyota registra una lieve crescita. Avanzano ancora i rendimenti dei titoli di Stato con spread in aumento e tassi annuali più elevati per i principali paesi europei.