Il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti (DHS) sta esaminando casi di immigrazione e naturalizzazione legati a migranti provenienti da 19 paesi definiti ‘paesi di interesse’, tra cui la Somalia, per stabilire se alcuni individui abbiano ottenuto la cittadinanza americana tramite frode. Secondo la normativa statunitense, l’acquisizione fraudolenta della cittadinanza può rappresentare motivo di revoca, procedimento noto come denaturalizzazione, che viene applicato solo in circostanze precise e secondo standard legali rigorosi.

L’attività di revisione si concentra su possibili irregolarità riscontrate nel processo di immigrazione o naturalizzazione, come matrimoni fittizi o dichiarazioni false per ottenere uno status legale. Il DHS non ha specificato il numero di casi attualmente sotto esame né quanti siano stati eventualmente indirizzati verso l’avvio delle procedure di denaturalizzazione, un percorso giudiziario raro e complesso che richiede prove solide e può richiedere anni per giungere a sentenza.

Queste verifiche sono state avviate in seguito a un ampio scandalo legato a presunte frodi nel sistema dei servizi per l’infanzia del Minnesota, che avrebbe coinvolto milioni di dollari di fondi federali. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha quindi sospeso i pagamenti destinati ai servizi per l’infanzia nello stato, mentre sono in corso accertamenti su presunti abusi da parte di vari fornitori.

Il vice segretario aggiunto del HHS, Jim O’Neill, ha dichiarato che milioni di dollari dei contribuenti sarebbero stati indirizzati negli ultimi dieci anni a strutture per l’infanzia coinvolte in attività fraudolente. Non sono stati forniti dettagli sulle tempistiche dell’indagine né sul possibile avanzamento di nuove procedure di denaturalizzazione.