Il 3 maggio segna per l’Italia l’Overshoot Day, ovvero il giorno in cui il Paese ha già consumato tutte le risorse naturali che sarebbe in grado di rigenerare nell’arco di un anno. Questo dato, comunicato dal WWF sulla base dei calcoli del Global Footprint Network, evidenzia un peggioramento rispetto all’anno precedente, con tre giorni di anticipo. Dalla data dell’Overshoot Day, il bilancio ecologico è in deficit: si iniziano a usare le riserve naturali, causando crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi. Secondo il WWF, se il mondo mantenesse lo stile di vita italiano, sarebbero necessari quasi tre pianeti Terra per soddisfare la domanda globale di risorse. La situazione italiana si inserisce in una tendenza globale: negli anni Settanta, l’Overshoot Day mondiale era a fine dicembre, mentre oggi avviene circa cinque mesi prima. La trasformazione dei modelli di consumo in Italia è testimoniata dai dati Istat, che mostrano una riduzione della spesa destinata a beni essenziali, un incremento nell’uso di energia domestica e una maggiore attenzione a servizi legati alla qualità della vita. Anche la mobilità è cambiata: il numero di auto per abitante è cresciuto fino a circa 6 ogni 10, il valore più elevato a livello europeo, con conseguente aumento delle emissioni. Il consumo di carne è quadruplicato dagli anni Sessanta, contribuendo a un maggiore impatto ambientale. L’urbanizzazione continua: secondo Ispra, le aree artificiali in Italia hanno superato i 21.500 km² nel 2024, oltre il 7% del territorio nazionale, superando la media europea. Tra il 2023 e il 2024 si è registrato il consumo di suolo più alto degli ultimi dodici anni, quasi 3 metri quadrati al secondo.