A San Stino di Livenza, in provincia di Venezia, un ragazzo di 17 anni ha confessato di aver ucciso la zia di 53 anni, insegnante nelle scuole medie locali, accoltellandola e gettando poi il corpo nel canale Malgher vicino all’abitazione. La donna era scomparsa da circa 48 ore quando un’amica, non riuscendo a contattarla, ha avvisato i parenti e i carabinieri. I militari, giunti sul posto, hanno trovato tracce di sangue nella legnaia e hanno raccolto la confessione del giovane durante un interrogatorio condotto dal magistrato Carmelo Barbaro. Il caso è passato sotto la competenza della Procura dei minori di Trieste.
Secondo quanto ricostruito, il delitto sarebbe avvenuto giovedì pomeriggio nella legnaia annessa alla casa, dove sono state rinvenute ampie macchie di sangue. Il ragazzo ha spiegato di aver utilizzato una carriola, coprendo il corpo con un telo, per trasportare la salma fino al canale, attraversando anche una zona centrale della cittadina. L’arma, probabilmente un coltello da cucina, sarebbe stata gettata insieme al corpo.
Il 17enne presenta una frattura al polso e ferite superficiali, che secondo il medico legale Antonello Cirnelli potrebbero essere state causate da una colluttazione con la zia. Inizialmente, il giovane aveva dichiarato di essersi ferito da solo in seguito a una caduta. Le ricerche del corpo e dell’arma, interrotte nella notte, sono riprese all’alba e coinvolgono vigili del fuoco, specialisti fluviali, sommozzatori e un elicottero. Le ricerche sono rese complicate dalle forti correnti del canale, che confluisce nel fiume Loncon e nel Lemene.
Alla base dell’omicidio ci sarebbe stato un rimprovero e, forse, un dissidio familiare legato alla gestione del patrimonio. Investigazioni ulteriori sono in corso per chiarire questi aspetti. Vittima e nipote vivevano nello stesso stabile, ma in appartamenti distinti all’interno di una grande abitazione familiare.
Gli alunni dell’insegnante hanno lasciato un messaggio davanti alla casa della docente, ricordandola con affetto e portando un fiore in sua memoria. Un vicino di casa ha dichiarato ai giornalisti di non conoscere il ragazzo e di non averlo mai visto, riferendo che la famiglia era considerata tranquilla. Il sindaco ha sottolineato come la vittima e la sua famiglia fossero benvoluti dalla comunità.
