Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito inaccettabile il piano presentato da Electrolux e ha comunicato che, durante il tavolo previsto il 25 maggio, il Governo chiederà all’azienda il ritiro immediato della proposta. Nel corso di un incontro con i rappresentanti delle Regioni sedi degli stabilimenti italiani di Electrolux, Governo e Regioni hanno espresso una posizione unitaria a difesa della capacità produttiva nazionale e dell’occupazione, opponendosi a qualsiasi decisione che possa compromettere il futuro industriale del gruppo in Italia. Urso ha ribadito la necessità di un nuovo piano industriale che non preveda licenziamenti collettivi, invitando Electrolux a confrontarsi con istituzioni e sindacati e a puntare su investimenti, innovazione e tutela della produzione. Durante la riunione si è discusso anche delle dinamiche di mercato e delle politiche europee di protezione commerciale per contrastare la concorrenza cinese, con attenzione particolare alla revisione del Cbam. Presenti all’incontro, oltre ai sottosegretari Fausta Bergamotto e Mara Bizzotto, anche i rappresentanti delle Regioni interessate. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, ha sottolineato l’importanza del sito di Cerreto d’Esi (Ancona), ritenendo che la ristrutturazione aziendale debba valorizzare gli stabilimenti produttivi e non puntare alla loro chiusura. Dalla Regione Friuli Venezia Giulia, gli assessori Sergio Emidio Bini e Alessia Rosolen hanno chiesto il ritiro del piano di riorganizzazione e l’apertura di un percorso condiviso con le parti sociali, esprimendo preoccupazione per la riduzione della presenza produttiva e degli occupati prevista dal piano e ribadendo la disponibilità a sostenere processi di rilancio industriale. Entrambe le Regioni, insieme al Governo, promuovono una linea comune per la tutela dell’occupazione e della capacità produttiva a livello nazionale e territoriale.