Nathan, padre dei tre bambini noti come la ‘famiglia nel bosco’, sta cercando di ristabilire le condizioni necessarie affinché i giudici possano riconsiderare la misura che ha portato, una settimana fa, alla separazione dei figli anche dalla madre. Attualmente vive vicino al casolare dove accudisce animali e si è reso disponibile a incontrare gli assistenti sociali. Da quasi quattro mesi, Nathan e la moglie Catherine sono privati della potestà genitoriale dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila, con i bambini trasferiti in una casa famiglia di Vasto dal 20 novembre 2025.

Oggi in Abruzzo è intervenuta la Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, per approfondire la situazione, mentre il 17 giugno sono attesi gli ispettori inviati dal Ministero della Giustizia. Potrebbero essere ascoltati i magistrati e i diretti interessati. In contemporanea, un sindacato di Polizia Penitenziaria ha annunciato un sit-in a sostegno dei giudici, oggetto di forti critiche.

Terragni ha dichiarato che la situazione appare sproporzionata rispetto alle ragioni dell’allontanamento e ha espresso preoccupazione per l’alto numero di bambini fuori famiglia in Italia, sottolineando i traumi che tali separazioni possono provocare. Ha inoltre evidenziato irregolarità nella gestione iniziale del caso dagli assistenti sociali e criticato il trasferimento dei bambini senza la madre, suggerendo che ciò possa rappresentare un ulteriore trauma. Terragni ha ricordato che una perizia indipendente ha segnalato il disagio dei minori e la necessità di garantire la continuità dei legami familiari, istanza non accolta dal Tribunale.

La Garante per l’Infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, ha negato che i bambini abbiano fatto sciopero della fame, precisando che ha incontrato i minori più volte. Ha inoltre confermato la disponibilità di Nathan a intrattenere incontri con gli assistenti sociali e a iniziare un percorso di collaborazione.