La Federal Communications Commission (FCC) degli Stati Uniti ha deciso di vietare la vendita e l’importazione di nuovi droni e componenti realizzati in Cina e in altri Paesi stranieri, inserendoli in una lista di apparecchiature considerate a rischio per la sicurezza nazionale. Il divieto non si applica ai droni già in commercio negli Stati Uniti. La FCC ha motivato la scelta con la necessità di proteggere la resilienza dell’industria statunitense dei droni, la sicurezza dello spazio aereo nazionale e di prevenire possibili minacce durante grandi eventi pubblici, come i Mondiali del 2026 e le Olimpiadi estive 2028 a Los Angeles. Saranno possibili delle eccezioni solo se il Pentagono o il Dipartimento della Sicurezza Interna determineranno che alcuni prodotti non rappresentano rischi significativi.
L’annuncio della FCC segue un recente disegno di legge volto a limitare l’uso di droni cinesi, già ampiamente impiegati in agricoltura, mappature, forze dell’ordine e cinematografia. Il provvedimento mira soprattutto a impedire la vendita da parte delle aziende cinesi DJI e Autel, qualora fossero ritenute pericolose per la sicurezza nazionale.
DJI ha espresso delusione per la decisione, sottolineando l’assenza di prove pubbliche sui rischi citati dalla FCC e definendo la scelta come una forma di protezionismo in contrasto con i principi di mercato aperto. Al contrario, la Commissione parlamentare sulla Cina ha sostenuto con forza la misura, affermando che contribuirà a ridurre le minacce alla sicurezza e favorirà la competitività dell’industria statunitense, anche grazie alle recenti iniziative del governo per incentivare la produzione domestica di droni.
Arthur Erickson, amministratore delegato della società texana produttrice di droni Hylio, ha commentato che l’uscita di DJI dal mercato americano potrà agevolare la crescita delle aziende locali, anche grazie all’arrivo di nuovi investimenti che permetteranno di incrementare la produzione e ridurre i prezzi. Erickson ha però espresso perplessità sul fatto che il divieto, così come è scritto, si applichi indiscriminatamente a tutti i droni e componenti stranieri, auspicando una maggiore chiarezza nelle regole a tutela dell’intera filiera globale.
