L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria internazionale a seguito di un nuovo focolaio di Ebola in Africa Centrale, dopo numerosi decessi sospetti nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. L’epidemia è attribuita al virus Bundibugyo, con almeno 80 morti sospette, otto casi confermati in laboratorio e 246 sospetti in tre zone di salute congolesi: Bunia, Rwampara e Mongbwalu. L’OMS ha precisato che la situazione, pur grave, non risponde ai criteri di pandemia, ma rappresenta comunque una minaccia per la salute pubblica internazionale, invitando i paesi a rafforzare i sistemi di emergenza e attivare controlli alle frontiere. Attualmente, non esistono vaccini o cure approvate per il ceppo Bundibugyo, rendendo il contenimento più complesso. È stato evidenziato come il numero di casi reali possa essere superiore a quello attualmente noto, dato l’alto tasso di positività nei primi campioni. In Uganda sono stati rilevati due casi confermati di Ebola, non collegati tra loro, inclusa una vittima che aveva viaggiato nella RDC, a cui si aggiunge un altro caso a Kinshasa. I test hanno escluso la presenza della variante Ebola-Zaire, responsabile di oltre 1.000 morti nell’epidemia del 2018-2020. Ebola si trasmette tramite fluidi corporei e può causare febbre, vomito, diarrea, dolori muscolari e emorragie interne. L’OMS ha stanziato 500.000 dollari per il contenimento e convocherà un comitato d’emergenza per identificare ulteriori misure di risposta, senza raccomandare restrizioni ai viaggi o chiusure dei confini. Intanto, è in corso un monitoraggio globale su un raro focolaio di hantavirus legato alla nave da crociera MV Hondius, che ha provocato 11 casi totali e tre decessi. Dalla scoperta del virus nel 1976, la Repubblica Democratica del Congo ha registrato 17 focolai di Ebola.
WHO declares Ebola outbreak in Central Africa a public health emergency after 80 suspected deaths
