La Global Sumud Flotilla annuncia la ripresa delle sue attività, con il supporto di attivisti provenienti da diversi Paesi europei e l’impegno a sistemare le imbarcazioni nelle prossime giornate. Luca, attivista collegato dalla Grecia, ha sottolineato che il gruppo ha adottato tutte le precauzioni necessarie, rimarcando la volontà di aumentare la presenza rispetto alla partenza dalla Sicilia e rilanciando le ragioni della missione verso Gaza.
Durante una conferenza stampa davanti alla Farnesina, la portavoce Maria Elena Delia ha dichiarato che Thiago Avila e Saif Abukeshek, attivisti detenuti, si trovavano a bordo di un’imbarcazione italiana nelle acque internazionali vicino Creta, ricadenti sotto la competenza greca secondo il diritto del mare. Delia sottolinea che la loro cattura da parte di forze israeliane rappresenta una violazione grave non solo per gli attivisti ma per tutta l’Europa. Viene chiesta la loro immediata liberazione e un intervento per la giustizia, affermando che i due rappresentano simbolicamente i 10.000 prigionieri palestinesi.
Il team legale della Flotilla ha presentato un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo contro lo Stato italiano, accusandolo di non aver protetto adeguatamente Avila e Abukeshek, ora detenuti in regime di isolamento dalle autorità israeliane, senza accesso a difesa legale, familiari o autorità consolari. Il ricorso segnala la violazione degli articoli 2 e 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutelano la vita e vietano trattamenti inumani. Secondo i legali, l’Italia, come Stato di bandiera dell’imbarcazione, aveva la responsabilità di adottare misure per prevenire violazioni dei diritti fondamentali, ma nessun intervento concreto sarebbe stato messo in atto nonostante le segnalazioni del rischio.
Tony La Piccirella, uno degli attivisti italiani fermati, ha raccontato che le imbarcazioni sono state abbordate da militari armati che hanno danneggiato le barche e obbligato 181 persone a salire su una nave militare. Alcuni, tra cui donne, sarebbero stati picchiati e tre attivisti avrebbero riportato gravi ferite, con uno ancora ricoverato. La Piccirella riferisce di essere stato isolato in un container per circa trenta ore. L’operazione, osservata anche dalla guardia costiera greca, sarebbe stata caratterizzata da ulteriori violenze durante lo sbarco. L’attivista denuncia che il blocco delle imbarcazioni è ormai esteso a tutto il Mediterraneo, sottolineando la rilevanza delle violazioni del diritto anche al di fuori della Palestina.
