Il Concerto del Primo Maggio ha visto grande partecipazione a Roma e a Taranto, accompagnato da numerosi interventi degli artisti su temi politici e sociali oltre che sul diritto al lavoro. Molti musicisti hanno rivolto l’attenzione alla guerra in Palestina, alle violazioni del diritto internazionale da parte di Israele e alla missione della Global Sumud Flotilla. Altri temi centrali sono stati il diritto ad un impiego sicuro e ben retribuito.
A Roma, la cantante Delia è stata al centro di discussioni sul web per aver modificato il testo di “Bella Ciao” sul palco di piazza San Giovanni, sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”. Delia ha spiegato questa scelta come un tentativo di attualizzare il messaggio della canzone e di stimolare una riflessione sui conflitti contemporanei, citando situazioni come guerra in Ucraina, repressioni in Iran e il conflitto a Gaza.
A Taranto, il concerto Uno Maggio Libero e pensante si è distinto per il collegamento in diretta con una delle navi della Flotilla, che era sfuggita all’abbordaggio della marina israeliana. Tuttavia, è stato l’accostamento della foto di Giorgia Meloni, premier italiana, a quella di Benito Mussolini su un manifesto a suscitare le principali polemiche. L’autore, Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, ha giustificato il gesto parlando di un collegamento ideale tra il passato fascista e la destra attuale, definendo quest’ultima “profondamente fascista nella sua ideologia”. Fratelli d’Italia ha condannato l’intervento, accusando Montanari di fare propaganda e populismo sfruttando il tema del lavoro.
È intervenuta anche Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per il territorio palestinese, che ha criticato le celebrazioni legate al concerto di Taranto, legandole allo sfruttamento ambientale ed umano, e ha accomunato le lotte di liberazione in diversi contesti geografici.
Durante il concerto a Roma, anche Piero Pelù ha affrontato temi politici, definendo Benito Mussolini “un morto sul lavoro” per il modo in cui fu ucciso dai partigiani alla fine della Seconda guerra mondiale, e gridando “Palestina Libera”.
Altri artisti, come BigMama, le Bambole di Pezza, Levante ed Ermal Meta, hanno sottolineato temi come il rifiuto dei contratti di lavoro irregolari, la possibilità di un cambiamento per un futuro migliore e l’importanza onestà per il lavoro dignitoso.
