La sera del 15 agosto alcuni ladri sono riusciti a entrare nelle sale del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, eludendo sistemi di allarme e vigilanza, e hanno rubato tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, tutte opere attribuite ad Antonello da Messina. L’azione, avvenuta intorno alle 21.50, è stata rapida e precisa: i criminali hanno estratto i capolavori persino da teche blindate. Le forze di polizia e la scientifica sono intervenute subito per i rilievi e la Procura ha aperto un’inchiesta, valutando in particolare la pista del mercato nero, con la possibilità che il furto sia stato eseguito su commissione.

Il direttore del museo, Marisa Mercurio, ha definito l’accaduto una grande perdita, dichiarando che si tratta di alcune delle opere più preziose della collezione e della storia della città. Anche il sindaco di Messina, Federico Basile, ha espresso profondo dolore e preoccupazione, sottolineando la gravità del furto avvenuto durante le celebrazioni della Processione della Vara, momento di particolare valore simbolico per la città. Per Basile, la sottrazione di questi capolavori colpisce l’identità stessa della comunità messinese.

Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso sconcerto e ha assicurato il supporto del ministero alle indagini, confermando la collaborazione con le autorità regionali.

Secondo gli investigatori, il furto è stato complesso data la natura delle opere, costituite da pannelli lignei non facilmente trasportabili e protetti da allarmi e videosorveglianza. Accertamenti sono in corso per verificare la funzionalità dei sistemi di sicurezza al momento del furto.

Il critico d’arte Giuseppe Carli ha sottolineato che la sottrazione non rappresenta solo un danno materiale, ma una vera mutilazione culturale e simbolica per Messina e la Sicilia, poiché le opere di Antonello sono parte integrante dell’identità e della memoria storica della città.

Il Museo Regionale di Messina, inaugurato nella nuova sede nel 2017 e intitolato a Maria Accascina, conserva ampie collezioni che documentano la storia artistica della città dal IV millennio a.C. al XIX secolo. Il museo ospita anche opere di Caravaggio ed è riconosciuto per il valore delle sue collezioni legate al patrimonio della città pre-terremoto del 1908.