Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre, è scomparso all’età di 76 anni nella sua casa di Bra, nel Cuneese. Petrini ha introdotto una visione innovativa sulla sostenibilità, la difesa delle tradizioni e la valorizzazione delle culture locali legate al cibo, promuovendo il rispetto dell’ambiente attraverso criteri di qualità, genuinità ed etica nelle produzioni alimentari.
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso profondo cordoglio sottolineando il ruolo di Petrini nel generare una nuova consapevolezza sulla cultura del cibo, ispirando società e istituzioni a livello nazionale e internazionale. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, lo ha ricordato come colui che con la sua battaglia per il diritto al cibo di qualità e la difesa dei più deboli, ha influenzato anche le recenti scelte strategiche del settore agricolo.
Antonio Tajani, ministro degli Esteri, ha evidenziato il contributo di Petrini nel trasformare il cibo in cultura, identità e solidarietà attraverso le iniziative di Slow Food, Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che ha formato molti giovani a livello internazionale.
Per il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, Petrini ha cambiato la cultura agricola nazionale e mondiale, trasmettendo che la sostenibilità e il rispetto della natura sono doveri civici e umani.
Luigi Ciotti, presidente di Libera, lo ha descritto come un visionario capace di proporre la filosofia della lentezza e della prossimità in tempi di consumismo accelerato, sottolineando la sua profonda passione sia per il cibo che per i valori umani.
Slow Food ha ricordato Petrini come uno degli intellettuali più vivaci e visionari della sua epoca, capace di dialogare con persone di ogni estrazione e di diffondere entusiasmo e speranza a livello globale.
Nicola Perullo, rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha sottolineato come il lascito di Petrini, grazie alla capacità di coinvolgere sia produttori sia accademici, abbia un valore universale. Per Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, Petrini ha rappresentato una delle più importanti coscienze civili del Paese, cambiando la percezione del cibo, della terra e dei territori.
Domenica 24 maggio, a Pollenzo (Bra, Cuneo), presso il complesso dell’Università di Scienze Gastronomiche, si terrà una cerimonia pubblica in sua memoria.
