Giulio Rapetti, noto come Mogol, compie 90 anni. Autore di oltre 1.700 canzoni e con più di 523 milioni di dischi venduti, Mogol ha segnato oltre sei decenni di musica italiana. Ha iniziato la carriera negli anni ’60 firmando con Carlo Donida il suo primo brano, ‘Briciole di baci’ per Mina, poco dopo aver adottato lo pseudonimo Mogol. Nell’infanzia è stato influenzato dal padre Mariano, dirigente della Ricordi ed ex paroliere. Nel 1961 vince il Festival di Sanremo con ‘Al di là’. In quegli anni ha scritto molti successi e realizzato importanti traduzioni di brani internazionali, tra cui opere di Bob Dylan, per cui era il traduttore autorizzato italiano, e di David Bowie, con una celebre versione alternativa di ‘Space Oddity’. Il successo maggiore arriva dalla collaborazione con Lucio Battisti, dalla quale nascono canzoni diventate simbolo della musica italiana, tra cui ‘Emozioni’, ‘Il mio canto libero’, ‘Acqua azzurra, acqua chiara’ e ‘Pensieri e parole’. Mogol convinse Battisti a interpretare personalmente i propri brani. La collaborazione si interruppe nel 1980 a causa di dissidi economici e, dopo la morte di Battisti, proseguì una controversia legale sul repertorio. Dopo Battisti, Mogol ha lavorato con Riccardo Cocciante, Mango, Gianni Bella, Adriano Celentano, Gigi D’Alessio, Patty Pravo, Ornella Vanoni, tra gli altri. Ha fondato la Nazionale Cantanti e il CET di Toscolano, un centro dedicato alla formazione musicale. Ha ricevuto diverse onorificenze, tra cui il titolo di Commendatore della Repubblica Italiana e il Premio alla carriera Città di Sanremo. Mogol, pur associato spesso a una posizione politica di destra, ha dichiarato che la musica non ha colore politico.
I 90 anni di Mogol, tra pensieri e parole ha rivoluzionato la canzone d’autore
