Palazzo Chigi esprime preoccupazione per il rischio di un’escalation militare in Iran, sottolineando che la popolazione civile iraniana non deve subire le conseguenze delle scelte dei propri governanti. Il governo italiano condanna le azioni destabilizzanti di Teheran e, in linea con l’Unione Europea, insiste sull’importanza di proteggere le infrastrutture civili e trovare una soluzione negoziata alla crisi, anche per evitare problemi nel settore energetico. Nonostante l’attenzione verso le possibili ripercussioni sulle forniture di petrolio, la situazione viene definita non emergenziale e il governo esclude misure drastiche come smart working obbligatorio, razionamento dei carburanti o targhe alterne. Si prosegue il lavoro per garantire forniture da paesi come Algeria, Libia e Azerbaigian e il monitoraggio della situazione energetica prosegue. In vista dell’informativa in Parlamento, la premier Meloni prepara il suo intervento, che affronterà anche temi di sicurezza e migrazione, con attenzione alle risorse necessarie per i provvedimenti in discussione, tra cui il decreto sicurezza e le misure contro il lavoro povero.
I timori del governo, ‘gli iraniani non paghino le colpe del regime’
