La golfista transgender Hailey Davidson ha intentato una causa contro la LPGA e la USGA, contestando le politiche che impediscono ai maschi biologici che hanno attraversato la pubertà maschile di partecipare alle competizioni femminili. Le nuove regole, valide dal 2025, stabiliscono che per essere ammesse ai tornei le atlete debbano essere nate di sesso femminile o aver completato la transizione prima della pubertà maschile. Davidson, che ha iniziato i trattamenti ormonali nei primi anni venti e si è sottoposta a intervento chirurgico nel 2021 come richiesto dalla precedente normativa della LPGA, sostiene che la nuova policy esclude di fatto le donne transgender dalla partecipazione, considerando che in molti stati le terapie ormonali o il blocco della pubertà sono vietati ai minori. Davidson ha già gareggiato in tornei di qualificazione sotto la vecchia politica, senza però ottenere l’accesso finale alle competizioni principali. In uno dei casi, dopo essere stata esclusa da un torneo USGA, Davidson ha anche dichiarato che il circolo di Hackensack Golf Club ha violato la legge delegando la decisione all’USGA. Oltre che contro la LPGA e la USGA, Davidson ha presentato ricorso anche contro il circuito femminile NXXT, che a dicembre ha introdotto restrizioni simili. Lo staff legale di NXXT ha già chiesto l’archiviazione del caso, ribadendo che l’obiettivo delle nuove regole è proteggere l’integrità competitiva dello sport femminile. La LPGA sottolinea che le proprie politiche sono il risultato di un processo consultivo ed esperto volto a garantire la correttezza nelle competizioni tra atlete donne.