Il consumo di soluzione idroalcolica per l’igiene delle mani nelle strutture sanitarie italiane resta inferiore agli standard raccomandati, con un calo che coinvolge tutte le aree di degenza. L’Istituto superiore di sanità (Iss), in occasione della 18ª Giornata mondiale per l’igiene delle mani del 5 maggio, ricorda l’importanza di questo gesto nella prevenzione e nel controllo delle infezioni, fondamentale per la sicurezza di pazienti e operatori sanitari. L’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato per il 2026 lo slogan della campagna “Proteggi la vita, igienizza le tue mani”.

Secondo i dati raccolti dall’Iss, nel 2024 sono state monitorate 720 strutture in 21 Regioni e Province autonome. Il consumo mediano nazionale si attesta a 9,9 litri di soluzione per mille giornate di degenza ordinaria, lontano dallo standard Oms di 20 litri. I valori risultano più alti in terapia intensiva (37,9 litri) e più bassi in ortopedia (8,3 litri). L’Iss ha annunciato inoltre la riapertura di due corsi di formazione online gratuiti sul tema dell’igiene delle mani, disponibili dal 5 maggio al 10 dicembre 2026 su www.eduiss.it.

La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali sottolinea che lavarsi le mani, con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche, riduce la diffusione di virus, batteri e malattie come influenza, raffreddore, disturbi gastrointestinali e infezioni correlate all’assistenza sanitaria, spesso causate da batteri resistenti agli antibiotici. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ogni anno in Europa 4,3 milioni di pazienti contraggono almeno un’infezione ospedaliera, e un terzo dei casi coinvolge agenti resistenti ai principali antibiotici. L’igiene delle mani rimane quindi la prima linea di difesa in ambito sanitario.