La relatrice e presidente della commissione giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, ha proposto modifiche al cosiddetto ‘ddl stupri’, suscitando critiche da parte di Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano ed esperto nella lotta alla violenza di genere. Roia sottolinea che la modifica rappresenta un passo indietro, sia nella volontà di combattere la violenza sessuale sia per il ruolo attribuito alla vittima. Secondo Roia, il concetto di ‘consenso libero e attuale’, previsto in precedenza, rappresentava un progresso giuridico, ma ora si vorrebbe introdurre la formula ‘volontà contraria all’atto sessuale’, che equivale a negare il consenso. Roia evidenzia che la norma risulta confusa anche sul piano tecnico, soprattutto per la differenziazione delle pene prevista: la reclusione per violenza sessuale senza consenso è abbassata da 6-12 a 4-10 anni, mentre per i casi con minaccia si mantiene il limite precedente. Il magistrato critica anche la scelta di introdurre aggravanti solo in presenza di violenza o minaccia, mentre sono possibili casi di minaccia ambientale che, per esperienza, costituiscono comunque reato. Sul tema dell’onere della prova Roia precisa che resta sempre a carico del pubblico ministero, come già avveniva nella versione precedente del testo. Infine, giudica la proposta di legge come confusa, poco chiara e culturalmente arretrata.
Il giudice Roia: ‘Il nuovo testo sugli stupri mortifica le vittime’
