Il Consiglio dei Ministri esamina un nuovo disegno di legge che riconosce il ruolo del caregiver familiare, dopo dieci anni e trenta proposte senza approvazione finale, come sottolineato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. Il provvedimento individua come soggetto principale il convivente che garantisce la maggior parte dell’assistenza, introducendo tre fasce di tutela legate alle ore di cura: almeno 91 ore settimanali, tra 30 e 90 ore, e tra 10 e 29 ore. Per i non conviventi, è richiesto un minimo di 30 ore settimanali di assistenza.

Solo per i caregiver conviventi che assistono per almeno 91 ore a settimana, con reddito inferiore a 3.000 euro annui e Isee fino a 15.000 euro, è previsto un contributo economico esentasse, fino a 400 euro al mese, erogato a cadenza trimestrale o semestrale. L’importo preciso verrà stabilito in base alle domande effettive e sarà cumulabile con altri sostegni regionali destinati ai caregiver.

I caregiver che intendono essere riconosciuti potranno registrarsi dal settembre 2026 sul sito dell’Inps. Per il biennio 2026-2028 sono stati stanziati 257 milioni di euro l’anno, ripartiti tra gli aventi diritto dal 2027. Per il 2026 sono previsti 1,15 milioni di euro, destinati alla creazione della piattaforma informatica necessaria per gestire le domande.

Le tutele previste, in relazione alle ore di cura, comprendono il diritto al congedo parentale per l’assistenza a minori di 18 anni, la possibilità di fruire di ferie e permessi solidali da colleghi dello stesso datore di lavoro e, per i giovani caregiver, la compatibilità tra l’orario di servizio civile e l’attività di cura. Gli studenti caregiver potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie o vedersi riconosciuta l’attività di cura come credito nei percorsi scuola-lavoro.