Nuove ricerche evidenziano che, se da un lato piattaforme come Snapchat possono rafforzare le amicizie tra adolescenti, la maggior parte dei ragazzi si trova frequentemente esposta a molestie e atti di cyberbullismo su TikTok, Instagram e altri social. Il problema spesso passa inosservato: le vittime tendono a nascondere quanto subiscono, mentre altri giovani partecipano o condividono contenuti umilianti senza essere consapevoli delle conseguenze. Il cyberbullismo può manifestarsi tramite battute offensive, foto manipolate o pettegolezzi diffusi in chat private, e può intensificarsi velocemente grazie alla facilità con cui i contenuti possono essere inoltrati e condivisi.

Secondo dati del CDC, oltre uno studente su sei delle scuole superiori statunitensi ha subito bullismo elettronico nell’ultimo anno, con una maggioranza fra le ragazze. A livello globale, uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riscontrato che il 15% degli adolescenti ha subito cyberbullismo e il 12% ammette di averlo praticato, percentuali in aumento rispetto al passato. Indagini del Pew Research Center mostrano che per oltre il 70% degli utenti adolescenti di piattaforme come TikTok, Instagram e Snapchat, molestie e bullismo sono problemi comuni: circa il 30% degli utenti di Snapchat ha dichiarato di aver subito almeno una forma di molestia, percentuale che scende al 20% su Instagram e TikTok.

Il fenomeno è reso ancora più complesso dall’uso di strumenti di intelligenza artificiale come i deepfake, che permettono la creazione di immagini e video falsi a fini di umiliazione o ricatto. Sono stati segnalati centinaia di migliaia di casi di abuso collegati all’IA, tra cui la produzione di materiale sessualmente esplicito falso con vittime dirette.

Il dialogo tra adulti e ragazzi è fondamentale: spesso i giovani non si confidano per timore di essere puniti o di veder peggiorare la situazione. I nonni possono essere un valido punto di riferimento, aiutando a colmare la distanza nei rapporti tra genitori e figli. Agire tempestivamente, ascoltare senza giudizio e usare esempi concreti sono strategie consigliate per affrontare la questione. Importante anche spiegare ai ragazzi quando una battuta supera il limite e quali sono le conseguenze di condividere contenuti senza consenso.

Le raccomandazioni pratiche includono salvare le prove prima di cancellare i contenuti, segnalare e bloccare gli account molesti, verificare e rafforzare la privacy online, utilizzare strumenti di controllo parentale e stabilire regole familiari chiare per l’uso delle applicazioni. Gli adulti sono inoltre invitati a riflettere sul proprio comportamento digitale, poiché i ragazzi ne prendono esempio. La collaborazione tra tutti i membri della famiglia e figure di riferimento resta centrale per la prevenzione e la gestione di situazioni di cyberbullismo.