Un giudice della Corte Suprema dello Stato di New York ha dichiarato incostituzionale la configurazione dell’11° distretto congressuale di New York, l’unico rappresentato da un repubblicano nella città. La decisione ordina alla Commissione Indipendente per la Redistribuzione dei Distretti di elaborare una nuova mappa entro il 6 febbraio, poiché l’attuale divisione elettorale sarebbe responsabile della diluizione del voto delle comunità nere e ispaniche di Staten Island e parte di Brooklyn. La causa era stata avviata dallo studio legale del democratico Marc Elias, che ha sostenuto la violazione delle tutele per le minoranze previste dal New York Voting Rights Act, in seguito alla crescita demografica di queste comunità. La sentenza cita la presenza di un blocco di voto fortemente polarizzato dal punto di vista razziale e una storia di discriminazione che continua ad avere effetti sulla rappresentanza politica.
La deputata repubblicana Nicole Malliotakis, che detiene il seggio dal 2020, ha definito il provvedimento come un tentativo infondato dei democratici di sottrarre il seggio agli elettori. Il presidente del Partito Repubblicano di New York, Ed Cox, ha contestato la natura della sentenza, sostenendo che si tratti di una mossa di parte e accusando il governatore Kathy Hochul e la maggioranza democratica statale di voler attuare un gerrymandering mascherato da causa sui diritti di voto. Cox ha anche criticato il fatto che né il governatore né il procuratore generale abbiano difeso la legge approvata nel 2024.
Il governatore Hochul, invece, ha accolto favorevolmente la decisione, dichiarando che la Costituzione dello Stato garantisce una rappresentanza equa e che la nuova mappa permetterà alle comunità coinvolte di essere pienamente rappresentate. Da parte loro, anche i vertici repubblicani di Staten Island hanno definito la decisione come una manovra trasparente e di parte per alterare la rappresentanza, ribadendo la volontà di ricorrere in appello. La vicenda si inserisce in un più ampio contesto nazionale di contese sulla ridefinizione dei distretti in vista delle elezioni di metà mandato del 2026, dove entrambi i partiti cercano di ridisegnare i confini elettorali in proprio favore.
