Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, interviene nel dibattito sulla riforma della Giustizia, invitando i cittadini a partecipare al referendum di marzo. Zuppi richiama l’importanza dell’equilibrio tra i poteri dello Stato, sottolineando il valore dell’autonomia e dell’indipendenza nel garantire un processo giusto. Il cardinale evidenzia che temi come la separazione delle carriere tra magistrati e pubblici ministeri e l’assetto del Consiglio superiore della magistratura non devono lasciare indifferenti la comunità ecclesiale e invita a un voto consapevole, senza farsi influenzare da logiche parziali.

Sul piano della battaglia tra i comitati, quindici cittadini hanno presentato ricorso al Tar del Lazio chiedendo la sospensione del provvedimento che ha indetto il referendum, con l’obiettivo di posticipare la data del voto per dare più tempo al comitato del No. L’udienza, fissata a porte chiuse, dovrebbe avere esito non prima del 28 gennaio.

Il dibattito si intensifica anche per un post pubblicato sui social dal segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti, che ha paragonato i fatti di Minneapolis alla riforma Meloni-Nordio, accompagnando il commento con la foto della morte di un cittadino americano. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha reagito duramente, giudicando il messaggio offensivo verso governo, Parlamento e il sistema giudiziario. Maruotti ha successivamente cancellato il post e si è scusato per il tono, ma Nordio ha definito le scuse inaccettabili e la retromarcia tardiva.

Le consigliere laiche del Csm, Isabella Bertolini e Claudia Eccher, hanno richiesto l’apertura di una pratica urgente per verificare l’impatto della condotta di Maruotti sulla sua valutazione professionale e l’intervento del Procuratore generale della Cassazione per valutare eventuali illeciti disciplinari.