La Cgil ha presentato un esposto alle procure regionali della Corte dei Conti di Sicilia e Lazio, firmato dal segretario generale Maurizio Landini, per chiedere di verificare la gestione delle risorse pubbliche destinate al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Il sindacato sottolinea che la richiesta non è motivata da una contrapposizione politica all’opera, ma dalla necessità di tutelare il denaro pubblico e di evitare sprechi che potrebbero penalizzare altri settori come sanità, istruzione e infrastrutture nel Sud Italia. La Cgil richiama l’attenzione sulle criticità già segnalate dalla Corte dei Conti durante l’esame della delibera Cipess, tra cui l’assenza del costo definitivo dell’opera e le questioni relative al rispetto della normativa europea in materia di appalti e tutela ambientale. Secondo il sindacato, il Mezzogiorno necessita invece di investimenti in ferrovie, strade, trasporti, porti, scuole, ospedali e servizi pubblici per ridurre i divari territoriali.

In risposta, Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, ha ribadito che la società opera nel pieno rispetto delle norme e presta la massima attenzione alla tutela delle risorse pubbliche. Ha evidenziato l’esistenza di meccanismi di controllo definiti e trasparenti, ricordando che la società è interamente pubblica, controllata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e soggetta alla vigilanza della Corte dei Conti tramite un magistrato delegato che partecipa alle sedute degli organi della società.