La maggioranza di centrodestra ha ottenuto la calendarizzazione in Aula della riforma della legge elettorale per il 26 giugno, con l’obiettivo di arrivare a un primo via libera prima della pausa estiva dei lavori parlamentari. La decisione ha suscitato forti proteste da parte delle opposizioni, che denunciano ‘forzature’ nei tempi e nei modi del procedimento. Il centrodestra ha inoltre depositato un nuovo testo della riforma, frutto di ulteriori limature interne, introducendo alcune novità tra cui la disciplina del voto all’estero e la regola che esclude le liste che non indicheranno il candidato premier contestualmente al simbolo. Nel nuovo testo non è prevista la questione delle preferenze. Le modifiche, sommate a quelle già annunciate riguardo al premio di maggioranza e al ballottaggio, vengono giudicate rilevanti dal centrosinistra, che chiede più tempo per discuterle. Tuttavia, il calendario prevede solo una giornata di audizioni il 3 giugno e la votazione in commissione il giorno seguente. Le opposizioni contestano il metodo rapido e accusano la maggioranza di voler procedere senza una discussione approfondita. Il centrodestra ribadisce di essere disponibile a valutare emendamenti che non stravolgano l’impianto della riforma e sottolinea di aver già tenuto conto delle osservazioni emerse nelle numerose audizioni svolte. La questione delle preferenze resta oggetto di discussione anche all’interno della stessa maggioranza. Il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, sottolinea l’importanza della riforma per dare chiarezza e stabilità agli elettori, ma auspica un maggiore spazio per il tema delle preferenze, condiviso anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
La legge elettorale in Aula dal 26 giugno, l’ira delle opposizioni
